venerdì 24 giugno 2011

ANONIMO

DOMENICA
Come odio la domenica
Migrante dei desideri
Pigra mentre scorre veloce
Odio la domenica per il suo tempo sospeso
La rimpiango mentre si fa lunedì


La poesia è linguaggio mai banale, assorta contemplazione, sguardo rivolto a se stessi, ma anche al mondo. Può quindi farsi riflessione dolente e meditabonda, esprimere un grido, o un’estasi, o anche un’invettiva. La poesia esce da mille ruscelli dell’anima e dalla vita quotidiana; la si trova su un ritaglio di giornale, su libri preziosi o, magari, su una pagina web. Le poesie che pubblichiamo oggi sono di Anonimo. Colpiscono le immagini utilizzate e la capacità di evocare sentimenti e desideri. Un senso nascosto delle cose, quieto, sensuale

TI AMO
Ti amo come luce sottile si infiltra al mattino
con lamelle dorate
e avvolge di me di te
ciò che il mondo suggerisce

IO E TU
Io sono scrigno e tu ladro,
sono acqua e tu corallo.

VORREI CHE TU SAPESSI
Vorrei che tu sapessi 
Il mio desiderio incorrotto
La mia fede ridestata 
Come schegge di corteccia 
Nel sole giovane che adesso adombra  
Collina, campo e sentiero   
Amore adesso abiti  
memoria e presente

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