domenica 4 marzo 2012

LA FAVOLA ANTICA - Gianni Rodari

Al posto dell’antico autore di favole (che si rivolgeva agli animali attribuendo ad essi i vizi e le qualità degli uomini) è oggi il naturalista, intento a scoprire la vita degli animali nella realtà dei loro istinti, dei loro costumi. Il mondo degli animali sa comunicare meraviglie incredibili, al pari dei migliori testi di fantascienza: la ferocia mostruosa di alcuni insetti, l’organizzazione sociale di altri, il modo in cui l’intelligenza di alcuni animali risponde alle sollecitazioni umane, gli enigmi che si celano nell’infinitamente piccolo: tutto è fatto per stupire, per attirare l’attenzione del ricercatore e del lettore. Non è necessario cercare a tutti i costi la novità, la meraviglia negli abissi, nei luoghi più remoti, nel futuro della scienza e della tecnologia. “Ogni palmo di terra è un’Africa”, scriveva tre secoli fa Daniello Bartoli, per dire che lo straordinario, l’inverosimile, l’inatteso li troviamo alla porta di casa, negli aspetti e nelle cose che crediamo più note, più conosciute. In questa brevissima composizione di Gianni Rodari, la cicala e la formica, metafore che il poeta usa per rovesciare la morale del passato, che avverte angusta e limitata, danno il senso di una scelta di vita.

LA FAVOLA ANTICA

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
Che il più bel canto non vende, regala.
Gianni Rodari

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