venerdì 22 luglio 2011

ULISSE - Umberto Saba

“Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l ’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l ’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore”.

La poesia è “Ulisse”, di Umberto Saba, grande poeta triestino. Ulisse, non è superfluo dirlo, è il poeta stesso che tanto ha amato, percorso e conosciuto il mare, e infine, vecchio, ne rievoca la bellezza e ne rimpiange la solitudine, desideroso com’è ancora di conoscere, di meditare nel silenzio, di andare sospinto dalla sua visone appassionata e dolorosa della vita. La poesia, suggestiva anche nel suo significato più evidente e letterale, può essere letta anche nel suo significato simbolico: attraverso le immagini della navigazione, degli scogli, del porto, essa ci appare una meditazione sulla vita umana, ansiosa di infinito.

Nessun commento:

Posta un commento